Ultimo aggiornamento / Last updating: 28.10.2009

Giovanni Quidort di Parigi - Egidio Romano
Il potere del re e il potere del papa. Due trattati medievali / a cura di Gianluca Briguglia .-
Milano: Marietti 2009
p. 314; 28 Euro
ISBN 9788821179594


1.
[27.10.2009]

Scritti negli anni della disputa tra Bonifacio VIII e Filippo il Bello, il Tractatus de potestate regia et papali di Giovanni Quidort di Parigi e il De ecclesiastica potestate di Egido Romano sono tra i maggiori contributi medievali alla storia del pensiero politico. Nello scontro, ma anche nel dialogo, tra concezioni diverse del potere, in un fitto reticolo di rimandi comuni e di autorità intellettuali richiamate o contestate, prendono forma domande differenti sui limiti del potere, antropologie in conflitto, nuove metodologie e si mettono alla prova strumenti concepiti nei variegati contesti concettuali del sapere accademico medievale. Ne scaturisce un lavoro interpretativo ed esegetico che mette ordine nei vasti materiali giuridici, teologici, filosofici, armonizzandoli in teorie politiche nuove, articolate e coerenti.


Indice

Introduzione di Gianluca Briguglia 9
1. L’ultimo incontro di Giovanni di Parigi ed Egidio Romano 9
2. La disputa 14
3. Giovanni Quidort di Parigi. Ecclesiologia come pensiero politico 22
4. Egidio Romano. La fondazione assoluta del potere 32
5. Teologia e teoresi politica 39

Avvertenza 43

Giovanni Quidort di Parigi
Trattato sul potere regale e sul potere papale

Proemio 47
I. Il governo regale e la sua origine 55
II. Il sacerdozio e la sua origine 60
III. I ministri della Chiesa sono subordinati a un capo, sommo, ma non è necessario che anche tutti i prìncipi siano subordinati all’autorità di un vertice sommo, come avviene con i ministri della Chiesa 63
IV. Se sia sorto prima nel tempo il regno o il sacerdozio 68
V. Se preceda in dignità il regno o il sacerdozio 72
VI. Il sacerdozio non precede il regno come causa. Si mostra in primo luogo quale rapporto debba intercorrere tra il sommo pontefice e i beni esteriori ecclesiastici, dal punto di vista del dominio 76
VII. Il rapporto che intercorre tra il papa e i beni dei laici 84
VIII. Il papa non ha ricevuto anche la giurisdizione sui beni dei laici da Cristo, perché Cristo non l’ebbe 87
IX. Si espongono le ragioni a favore del punto di vista contrario, cioè che Cristo ebbe una giurisdizione
sui beni dei laici, e si risponde ad esse 91
X. Ammesso pure che Cristo abbia avuto una giurisdizione sui beni dei laici, non la affidò a Pietro 95
XI. Ragioni di chi sostiene la posizione contraria, cioè che il papa ha una giurisdizione sui beni temporali esteriori 109
XII. Questioni preliminari per risolvere le cose dette e per comprendere quale autorità il papa abbia ricevuto da Cristo sui beni temporali. In primo luogo vengono considerate le autorità affidate da Cristo a Pietro e agli Apostoli 119
XIII. In base alle autorità allegate i prelati ecclesiastici non hanno un dominio o una giurisdizione sulle cose temporali, né i prìncipi sono loro soggetti nelle cose temporali 128
XIV. Risposte al primo senario di ragioni 137
XV. Risposte al secondo senario di ragioni 145
XVI. Risposte al terzo senario di ragioni 149
XVII. Risposte al quarto senario di ragioni 152
XVIII. Risposte al quinto senario di ragioni 159
XIX. Risposte al sesto senario di ragioni 167
XX. Risposte al settimo senario di ragioni 175
XXI. La donazione di Costantino e che cosa il papa possa fare per mezzo di essa 184
XXII. Se sia lecito discutere e giudicare sulle cose che riguardano il papa 192
XXIII. I frivoli argomenti di taluni che affermano che il papa non può rinunciare alla sua carica 199
XXIV. Il papa può rinunciare alla sua carica 202
XXV. Risposte agli argomenti precedenti 207

Egidio Romano
Il potere della Chiesa
I.1. Prologo di questo libro, in cui si dichiara che non dobbiamo ignorare il potere del sommo pontefice,
per non essere ignorati dal Signore 219
I.2. Il sommo pontefice possiede un potere tanto grande da essere «l’uomo spirituale che giudica ogni cosa e non è giudicato da nessuno» 221
I.3. Il sommo pontefice ha una potenza tanto grande da rappresentare quell’elevato potere «a cui ogni
anima deve essere sottomessa» 226
I.4. Il potere spirituale deve istituire il potere terreno e, se il potere terreno non sarà stato retto, lo potrà giudicare 230
II.4. Tutte le realtà temporali sono collocate sotto il dominio e il potere della Chiesa e in particolare
del sommo pontefice 234
II.6. Il potere terreno, in sé e per quanto gli appartiene, sia perché dispone la materia, sia perché è più
particolare, sia perché ha una relazione più lontana con ciò che è ottimo, è al servizio del potere spirituale, di diritto e in senso proprio 242
II.7. Non può esistere un dominio giusto, sia sulle cose sia sulle persone, sia associato a un utile, sia fornito di un potere, se non è sotto la Chiesa e attraverso la Chiesa 254
II.8. Nessuno è degno dell’eredità paterna, a meno che non sia servo e figlio della Chiesa e che non sia
reso degno dell’eredità eterna per mezzo della Chiesa 262
II.11. Gli infedeli sono indegni di qualunque forma di possesso, dominio e potere 271
II.12. La Chiesa ha un dominio superiore su tutti i beni temporali, mentre gli altri possono avere solo
un dominio inferiore 277
III.9. Che cos’è la pienezza del potere e come essa appartenga sicuramente al sommo pontefice 292
III.10. Perché la pienezza di potere del sommo pontefice viene detta celeste, dal momento che il cielo
non possiede tale potere 300
Indice dei nomi 307


Red. Lecce