Ultimo aggiornamento / Last updating: 29.02.2012

 

Napoli, Valerio
Epekeina tou enoV. Il principio totalmente ineffabile tra dialettica ed esegesi in Damascio / a cura di Valerio Napoli. Presentazione di Francesco Romano .-
Catania; Palermo : CUECM ; Officina di studi Medievali 2008
( Symbolon. Studi e testi di filosofia antica e medievale )
532 p.; 35 euro
ISBN : 978-88-95104-42-3
ISBN : 88-88615-72-5


1.
[20.02.2009]

Questo saggio offre una ricostruzione dei procedimenti filosofici con cui Damascio (460 – 538 ca.), esponente del tardo neoplatonismo greco, sostiene la tesi giamblichea dell'esistenza di un principio trascendente anche rispetto all'uno. Damascio si oppone a Proclo, il quale, sulla scia di una secolare tradizione filosofica, con sottili argomentazioni dialettiche aveva identificato il principio primo di tutte le cose con l'uno sovraessenziale. Alla dialettica, invece Damascio riconosce il potere di stabilire la necessaria esistenza di un principio al di là dell'uno, indicato anche come l'ineffabile. Alle prese con tale principio, il lógos è però costretto ad affrontare irrisolvibili aporie che lo spingono fino ai suoi limiti estremi e lo conducono ad un completo “capovolgimento”. Capovolgimento che, tuttavia, manifesta una peculiare valenza “ostensiva”, rivelandosi come il modo in cui l'ineffabile, nel sottrarsi al lógos e nel costringerlo all'autoannullamento, si lascia intravedere nell'orizzonte del lógos stesso. La dottrina dell'ineffabile comporta per Damascio anche la necessità di cimentarsi in un'interpretazione del Parmenide di Platone, assunto come testo di riferimento obbligato per ogni indagine sui principi. Alla ricerca di una legittimazione platonica della dottrina dell'ineffabile, Damascio prova così ad aprire nuove prospettive esegetiche su questo fondamentale dialogo platonico, proponendone una lettura secondo cui l'ineffabile sembra suggerito dalla “prima ipotesi” come la destinazione finale cui si è elevati mediante la soppressione dell'uno, ovvero si presenta come qualcosa che, secondo l'uso misterico, è trasmesso con il silenzio. Con la sua investigazione, insieme dialettica ed esegetica, sul principio totalmente ineffabile, Damascio ci restituisce, alla fine dell'antichità, un estremo tentativo della filosofia greca di interrogarsi sul principio assoluto del tutto e, insieme, un nuovo, suggestivo e problematico capitolo della frastagliata storia dell'interpretazione neoplatonica del Parmenide. 

Red. Lecce