Per ricordare Jole Agrimi

di Chiara Crisciani (Università  di Pavia)


Jole Agrimi è morta il 12 dicembre 1999 a Pavia, città che le era cara come la più solare Puglia, dove era nata nel 1943: a Pavia era 'emigrata' giovanissima per frequentare l'Università , e qui ha creato la sua bella famiglia e ha trascorso la sua vita di lavoro, di studio e di impegno.
Per quanti l'hanno avuta amica, o che anche l'hanno solo conosciuta, saranno sempre vive la sua amabilità  e gentilezza, la sua vivacità  ed energia, unite ad una discrezione e ad una intransigenza -etica e scientifica- rigorose senza essere fredde e scostanti: un insieme di doti assai rare, che la rendevano in qualche modo speciale, e cara. I molti studiosi, che sono ricorsi in vario modo negli anni alla sua competenza -veramente vasta- ricorderanno certo la generosa disponibilità  e la pazienza con cui Jole dispensava suggerimenti, dati, interpretazioni: sempre puntuali e controllati, sempre più abbondanti rispetto a quanto veniva chiesto, e molto spesso risolutivi in complessi percorsi di ricerca, che forse, senza il suo intervento, avrebbero potuto arenarsi.
 
Ma è quasi impossibile, e inutile, ricostruire i tratti e le molte sfumature di una personalità , specie se ricca come quella di Jole; la loro enumerazione, comunque, non ce ne restituisce certo la fisionomia; se mai, può solo riproporre la nostalgia per l'amica perduta. Più agevole, forse, risulta delineare -sia pure troppo rapidamente- il lungo e articolato percorso scientifico di Jole Agrimi, che si è tradotto in lavori importanti e ha lasciato un orientamento sicuro e stimolante per chi continua. Jole si è sempre mossa su terreni nuovi, spesso inesplorati, per lo più di confine. In questi casi si richiede innanzitutto la capacità  e l'entusiasmo di definire un campo di indagine; inoltre, una conoscenza profonda di testi e problematiche apparentemente (o comunque agli occhi dei più) lontani, che solo un controllo sicuro consente di accostare tra loro con risultati veramente nuovi e però convincenti e fondati; non ultime -anzi- una costanza e una tenacia nella ricerca di fonti, manoscritti, bibliografia: che, specie in queste forme di ricerca così trasversale, specialistica e al tempo stesso d'insieme, non sono nè prontamente a disposizione, nè facili da identificare. A Jole insomma piaceva (e lo faceva assai bene) porre domande inusuali a testi anche ben noti; individuare nessi non colti; illuminare contesti in ombra; inventare -nel senso più proprio per uno storico- problemi; e soprattutto seguire il sinuoso percoso di intersezioni. Lo mostra bene, tra l'altro, la sua felice partecipazione alle iniziative di "Micrologus": qui Jole evidentemente riconosceva affinità  con le curiosità , lo spirito collaborativo, lo stile di ricerca che erano anche i suoi. Ma soprattutto è quanto segnalano le linee della sua ricerca fin dalla scelta della tesi, dedicata alla psicologia di Nicola Oresme: un tema e un autore che sono luoghi di intersezione densissima di implicazioni: sia verticali, nello spessore dell'opera di Oresme; sia orizzontali, per la sua collocazione- così emblematicamente allora discussa- tra la scientia scolastica e la scienza premoderna. Ed è un danno autentico che, forse per inerzie accademiche, quelle riflessioni non siano pervenute ad una maggiore visibilità . Del resto, tutti i successivi lavori di Jole Agrimi, volti all'approfondimento dei rapporti tra pensiero filosofico e saperi scientifici, sono ricerche su ambiti di intersezione, mobile e fluida. Così si presentano infatti, specie tra i secoli XII e XV, medicina, biologia, psicologia, fisiognomica. Questi saperi, in quei secoli, lasciano cogliere un continuo lavoro di definizione dei loro confini, per un verso; per l'altro, una costante discussione sui propri oggetti e metodi; infine, si constata in quei settori un accentuato dinamismo -vario e polivalente- di rapporti con le istituzioni: siano esse le Università , o le corti, o le città , o, -di nuovo e più spesso- le intersezioni tra questi diversi luoghi di produzione e circolazione del sapere.

E pertanto l'edizione delle Quaestiones de sensu non è solo l'edizione esemplare di un testo dalla tradizione manoscritta particolarmente complessa, ma è la messa a fuoco -tramite il continuo contrappunto tra commenti a quel testo, opere di medicina e testi di filosofia naturale (che rendono le note di Jole propriamente un libro affiancato all'edizione)- dell'intreccio di problemi e temi psicologici, biologici, medici in una fase di tumultuoso riassetto disciplinare. Così, l'Inventario dei manoscritti delle Biblioteche lombarde non è certo solo un prezioso ma neutro strumento di lavoro: oltre a segnalare manoscritti ignorati infatti, il libro genera accostamenti e provoca domande sui rapporti tra pensiero scientifico e filosofico e forme di operatività  solo col mostrare la sequenza di ricette in un codice, o il ricorrere insistente di una determinata opera in certi assemblamenti. Innovativi, sempre in questa prospettiva, sono i molti saggi e volumi di Jole Agrimi sul sapere medico medievale: qui le analisi di antropologia religiosa si intrecciano a disamine di carattere epistemologico, a ricognizioni sulle istituzioni (scolastiche e assistenziali), a puntualizzazioni sui generi letterari e sulla retorica della professione e della scienza: tema, quest'ultimo, che Jole di recente considerava particolarmente interessante, e a cui ha dedicato uno degli ultimi suoi saggi (centrato sulla scrittura di Arnaldo da Villanova). Tutto questo le è parso necessario tenere in conto, se si voleva cominciare a capire -in diversi periodi del medioevo- quanto il senso di malattia e di salute, la funzione del medico, il ruolo e innanzitutto la definizione di malato siano tuttaltro che univoci o, peggio, statici e dunque astorici. Esemplari infine -perchè proprio a questo alla fine lavorava con vero entusiasmo- sono gli articoli di Jole Agrimi sulla fisiognomica medievale. Perizia filologica, acutezza ermeneutica ed erudizione profonda qui si uniscono per dipanare un nodo di complessità  avvincente: corti e università ; anima e corpo; medicina ed etica; religiosità  e politica; passioni e ragioni; indizio e regola; divinazione ed induzione; esterno e interno; luci ed ombre si intersecano e si intrecciano in questo sapere che viene da lontano e tuttora ci accompagna: nel nostro comportamento quotidiano e nel più asettico statuto delle attuali scienze della mente e del corpo.

Di tutto ciò Jole sapeva tenere i fili con sicurezza, senza aggrovigliarli mai, e senza mai concedersi più facili e semplificanti tagli. E addolora troppo -perchè provoca anche frustrazione e rabbia- ricordarsi che quanto Jole stava tessendo -finalmente con vero piacere e con sapienza sempre più raffinata ed ardita- non sia finito, e sia però veramente finito.

(Febbraio 2000)

Pubblicazioni di Jole Agrimi

EDIZIONI, STUDI, RICERCHE

- Albumazar nell'astrologia di Ruggero Bacone, "Acme" 25 (1972), pp. 315-38 (in collaborazione con C. Crisciani).

- L' 'utilitas' dell'astrologia in Albumazar e in Ruggero Bacone, in Actas del 5° Congreso Internacional de Filosofia Medieval (1972), Editora Nacional, Madrid 1979, vol. I, pp. 489-94 (in collaborazione con C. Crisciani).

- Sul precopernicanesimo di Nicola Oresme, in Atti del XXIX Congresso Nazionale di Filosofia (1973), Società  Filosofica Italiana, Roma 1974, vol. II, pp. 365-72.

- Tecnica e scienza nella cultura medievale. Inventario dei manoscritti relativi alla scienza e alla tecnica medievali. Biblioteche di Lombardia, La Nuova Italia Editrice, Firenze 1976.

- Medicina del corpo e medicina dell'anima. Note sul sapere del medico fino all'inizio del sec. XIII, Episteme Editrice, Milano 1978 (in collaborazione con C. Crisciani).

- Malattia, malato, medico nell'ideologia medievale, in Storia della sanità  in Italia. Metodi e indicazioni di ricerca, Il pensiero scientifico Editore, Roma 1978, pp. 163-85 (in collaborazione con C. Crisciani).

- Malato, medico e medicina nel Medioevo, Loescher Editore, Torino 1980 (in collaborazione con C. Crisciani).

- 'Doctus et expertus': La formazione del medico tra Due e Trecento, in Per una storia del costume educativo. Età  classica e Medioevo, "Quaderni della Fondazione G.G. Feltrinelli" 23 (1983), pp.149-71 (in collaborazione con C. Crisciani).

- Medici e 'vetulae': problemi di una ricerca, in Cultura popolare e cultura dotta nel Seicento, Franco Angeli, Milano 1983, pp.144-59 (in collaborazione con C. Crisciani).

- Le 'Quaestiones de sensu' attribuite a Oresme e Alberto di Sassonia, La Nuova Italia Editrice, Firenze 1983 (edizione, introduzione e note).

- L' 'Hippocrates latinus' nella tradizione manoscritta e nella cultura altomedievali, in I testi di medicina latini antichi, a c. di I. Mazzini e F. Fusco, Giorgio Bretschneider Editore, Roma 1985, pp. 388-98.

- Edocere medicos. Medicina scolastica nei secoli XIII-XV, Guerini e Associati, Milano 1988 (in collaborazione con C. Crisciani).

- Per una ricerca su 'experimentum- experimenta': riflessione epistemologica e tradizione medica (secoli XIII-XV), in Presenza del lessico greco e latino nelle lingue contemporanee, a c. di P. Janni e I. Mazzini, Pubblicazioni della Facoltà  di Lettere e Filosofia dell'Università  di Macerata, Macerata 1990, pp. 9-49 (in collaborazione con C. Crisciani; cfr. p. 9).

- Les 'Quaestiones de sensu' attribuées à  Albert de Saxe. Quelques remarques sur les rapports entre philosophie naturelle et médecine chez Buridan, Oresme et Albert, in Itinéraires d'Albert de Saxe, éd. J. Biard, Vrin, Paris 1991, pp. 191-204.

- Immagini e ruoli della 'vetula' tra sapere medico e antropologia religiosa (secoli XIII-XV), in Poteri carismatici e informali: chiesa e società  medioevali, a c. di A. Vauchez e A. Paravicini Bagliani, Sellerio, Palermo 1992 (in collaborazione con C. Crisciani).

- 'Resolutio' e 'compositio' nel commento di Taddeo al Prologo della 'Techne', con Appendice (Medicina e logica in maestri bolognesi tra Due e Trecento: problemi e temi di ricerca) in L'insegnamento della logica a Bologna nel XIV secolo, a c. di D. Buzzetti, M. Ferriani, A. Tabarroni (Studi e Memorie per la Storia dell'Università  di Bologna), Presso l'Istituto per la Storia dell' Università  di Bologna, Bologna 1992, pp. 187-239.

- Medicina e filosofia naturale nel Medioevo, in Storia delle scienze, vol. III, Natura e vita dall'antichità  all' Illuminismo, a c. di F. Abbri-R. Mazzolini, Elimond-Einaudi, Milano-Torino 1992, pp. 288-314 (in collaborazione con C. Crisciani).

- The science and practice of medicine in the 13th century according to Guglielmo da Saliceto, Italian surgeon, in Practical Medicine from Salerno to the Black Death, Cambridge University Press, 1992, pp. 60-87 (in collaborazione con C. Crisciani).

- Savoir médical et anthropologie réligieuse: les représentations et les fonctions de la 'vetula' (XIIIe-XVe s.), "Annales E.S.C." 5 (1993), pp. 1281-1308 (in collaborazione con C. Crisciani).

- Carità  e assistenza nella civiltà  cristiana medievale, in Storia del pensiero medico occidentale, a c. di M. Grmek, vol. I: Antichità  e Medioevo, pp. 217-59, Laterza, Bari-Roma 1993 (in collaborazione con C. Crisciani). [Tr. fr. in Histoire de la pensée médicale en Occident, 1: Antiquité et Moyen Age, Seuil, Paris, 1995, pp. 151- 74.Tr. ted.: Die Geschichte des medizinischen Denkens. Antike und Mittelalter, Verlag C.H. Beck München, 1996, pp. 182-215].

- Fisiognomica e 'Scolastica', "Micrologus" 1 (1993), pp. 235-71.

- Les 'Consilia' médicaux ("Typologie des sources du Moyen Age occidental"), Brepols, Turnhout 1994 (in collaborazione con C. Crisciani).

- Fisiognomica tra tradizione naturalistica e sapere medico nei secoli XII-XIII, con particolare riguardo alla Scuola di Salerno, in Atti del Congresso Internazionale su Medicina Medievale e Scuola Medica Salernitana, Centro Studi Medicina "Civitas Hippocratica", Salerno 1994, pp. 44-57.

- La medicina scolastica: studi e ricerche (1981-1991, in Filosofia e teologia nel Trecento. Studi in ricordo di Eugenio Randi, a c. di L. Bianchi , Louvain-la-Neuve, 1994, pp. 381-412 (in collaborazione con C. Crisciani).

- La medicina scolastica: dalla Scuola di Salerno alle facoltà  universitarie, in Le università  dell' Europa, Le scuole e i maestri: il Medioevo, a c. di G. P. Brizzi e J. Verger, A. Pizzi Ed., Milano 1994, pp. 241-76 (in collaborazione con C. Crisciani).

- Fisiognomica: nature allo specchio, ovvero luce e ombre, "Micrologus" 4 (1996), pp. 129-78.

- La ricezione della 'Fisiognomica' pseudoaristotelica nella facoltà  delle Arti, "Archives d'histoire doctrinale et littéraire du Moyen Age", 64 (1997), pp. 127-188.

- Aforismi, parabole, esempi. Forme di scrittura della medicina operativa: il modello di Arnaldo da Villanova, in Le forme della comunicazione scientifica (a c. di M. Galuzzi, G. Micheli e M.T. Monti), Franco Angeli, Milano 1998.

-Autorità  di un'autrice e delegittimazione del suo sapere: Trotula, in Memoria e scrittura della filosofia, a c. di S. Borutti, Mimesi, Milano 2000, pp.147-56

- Le professioni mediche nel Medioevo, in Storia della scienza Treccani, vol. II: La scienza medievale bizantina e latina, eds. R. Halleaux et al., Istituto della Enciclopedia Italiana, Roma 2001.
-Ingeniosa scientia nature. Studi sulla fisiognomica medievale, Ed. del Galluzzo/Sismel, Firenze 2002

RECENSIONI E ALTRI CONTRIBUTI

- Bibliografia, in Storia della filosofia (dir. M. Dal Pra), vol. VI: La filosofia medievale: i secoli XIII e XIV, Vallardi, Milano, 1976, pp. 449-86.

- Recensione a: J. Nystedt (ed. a c. di), Michele Savonarola, Libreto de tute le cosse che se manzano, "Aevum" 58 (1984), pp. 358-65.

- Recensione a: B. Hansen (ed.), Nicole Oresme and the Marvels of Nature: A Study of his "De causis mirabilium", Toronto, 1985, "Archives internationales d'histoire des sciences", 38 (1988), pp.145-47.

- Recensione a: Aegidii Romani Opera Omnia, I. 1/3**: Catalogo dei manoscritti (294-372), Francia (Parigi) a c. di C. Luna, Firenze, 1988, in "Archives internationales d'histoire des sciences", 39 (1989), pp. 374-75.

- Recensione a: T.J. Antry (ed.), Thomae de Wratislavia "Practica medicinalis". A Critical Edition of the Practica medicinalis of Thomas de Wroclaw, Prémontré Bishop of Sarepta (1297-c. 1378), Wroclaw, Warszawa, Cracow, Gdansk, Lodz, The Polish Academy of Sciences Press, 1989, in "Archives Internationales d'Histoire des Sciences" 43 (1993), pp. 404-9.

- Recensione a: Arnaldi de Villanova Opera medica Omnia, VI.2: Commentum in quasdam parabolas et alias Aphorismorum series: Aphorismi particulares, Aphorismi de memoria, Aphorismi extravagantes, ediderunt J. A. Paniagua et Pedro Gil-Sotres, adiuvantibus L. Garcìa Ballester et E. Feliu, Barcelona 1993, "Arxiu de Textos Catalans Antics", 15 (1996), pp. 590-95.

- Recensione a: B. Lawn, Rhe Rise and Decline of the Scholastic 'Quaestio Disputata'. With Special Emphasis on its Use in the Teaching of Medicine and Science, Ed. J. Brill, Leiden-New York-Koeln, 1993, "Archives Internationales d'Histoire des Sciences", 47 (1997), n° 139 bis, pp. 9-17

Chiara Crisciani (Università  di Pavia)
 


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